Ma iniziamo con un po’ di storia. L’idea del piatto unico nasce da una ricerca condotta dalla Harvard School of Public Health, che sottolineava la necessità per gli individui di dare all’organismo, durante ogni pasto, tutti i nutrienti di cui ha bisogno.
Il modo migliore per seguire questo consiglio è utilizzare una combinazione simile a questa:
- 50% di carboidrati da verdura e frutta
- 25% di carboidrati come cereali integrali o patate
- 25% di proteine animali o vegetali
Poi, basterà aggiungere 2 – 2,5 litri d’acqua al giorno, evitare grassi saturi, ridurre gli zuccheri e fare il pieno di grassi “buoni” come olio d’oliva e frutta secca.
So cosa starete pensando: “A parole, sono bravi tutti a descrivere l’alimentazione perfetta ma i fatti, di solito, presentano una realtà molto diversa fatta di tanti sacrifici e pasti scarsi”.
Questa soluzione, però, non è così! Non ha niente a che vedere con una dieta dimagrante, non è un programma personalizzato, è un piano per migliorare il proprio modo di mangiare scegliendo le giuste quantità del cibo che ci fa bene. Il tutto senza sacrificare né gusto né quantità. Anche perché lo sapete, io al gusto non posso proprio rinunciare!